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IN GITA COL F.A.I.: GIARDINI DI ACQUA E FARFALLE

Creatività per il tempo libero

IN GITA COL F.A.I.: GIARDINI DI ACQUA E FARFALLE

IN GITA COL F.A.I.: GIARDINI DI ACQUA E FARFALLE

Una mostra dedicata a chi sogna, a chi ha obiettivi ambiziosi e ha il coraggio di realizzarli, come Antonello Da Messina. E a chi è convinto che la bellezza possa salvare il mondo.

Le Paradis des Papillons è il delizioso nome di un giardino poco lontano da Abano Terme, creato con grande passione e competenza dal proprietario, Michele Thomas Calore, giardiniere di professione, che qui vive con la giovane famiglia.

Il giardino, che si snoda lungo una superficie rettangolare di 200×30 metri, è caratterizzato da un difficile terreno argilloso-limoso, e da un clima arduo, con inverni freddi e piovosi ed estate umide e molto calde. Per ovviare alla forma lunga e stretta, è stato suddiviso in tante “stanze“ successive, create con macchie curvilinee di arbusti e perenni, archi, pergolati, siepi di tasso, un boschetto di carpini e tigli, uno stagno. Il prato è un sentiero verde, che sembra scivolare tra le piante, invitando all’esplorazione. Tra gli angoli più suggestivi, la zona delle graminacee, echinacee e altre perenni della prateria americana, che non viene irriagata; lo stagno; il romantico gazebo in ferro battuto bianco, ricoperto da rose.

Le fioriture si susseguono tutto l’anno, per cui non c’é stagione che non meriti una visita, accompagnati dall’appassionato proprietario. Che nel giardino ha inoltre inserito molti animali da cortile, fra gallinelle ornamentali, oche, anatre e pavoni.

Il giardino di Valsanzibio, realizzato tra il 1665 e il 1696, è uno straordinario esempio di giardino simbolico interamente leggibile, di un gran giardino d’acque in completa efficienza e oggi si presenta come uno dei più estesi ed integri giardini d’Epoca mondiali, che è valso il primo premio come “Il più bel giardino d’Italia” nel 2003 e il terzo più bello in Europa nel 2007.

Il complesso Monumentale di Valsanzibio è stato portato all’attuale splendore nella seconda metà del Seicento dal Nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo, aiutato dai figli Antonio e Gregorio. Fu proprio quest’ultimo, il primogenito Gregorio, Cardinale, Vescovo di Padova e futuro Santo, ad ispirare l’alta simbologia del progetto dovuto al principale architetto e fontaniere pontificio Luigi Bernini. Il significato dell'imponente struttura simboleggia il percorso spirituale che l'uomo deve compiere verso la purificazione e la salvezza, rafforzato anche dalla presenza di un labirinto(di bossi) che si sviluppa per circa un chilometro e mezzo. Il complesso è costituito da fontane, ruscelli, cascate, scherzi d'acqua e peschiere.

L'itinerario inizia con il Portale di Diana, dove un tempo le barche potevano accedere mediante la valle di pescadi Santo Esusebio (da cui ValSanZibio); oggi è stato mantenuto un laghetto per valorizzare la sontuosa facciata arricchita da statue, fontane e bassorilievi in onore di Diana-Luna.

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